Battistoni (FI): “Ho un obiettivo, creare occupazione”

Francesco Battistoni, 51 anni di Montefiascone, è un politico con una carriera ventennale alle spalle. È stato consigliere della Provincia di Viterbo dal 1997 al 2005, consigliere regionale del Lazio dal 2010 al 2013 per il Popolo della Libertà. Ora è collaboratore al Parlamento Europeo del Presidente Antonio Tajani. Perché ha deciso di candidarsi nel nostro collegio uninominale al Senato per Forza Italia?

“Sono territori che conosco da sempre e mi impegnerò per offrire ai problemi dei cittadini soluzioni concrete. L’obiettivo è quello di realizzare un programma credibile, che metta al centro l’occupazione, i giovani e il rilancio del territorio”.

Cosa pensa di poter fare per lo sviluppo, considerando quanto Civitavecchia ha già dato in termini di ricadute ambientali?

“L’economia di questa zona si è focalizzata per anni sulle grandi centrali termoelettriche Enel. Grazie allo sviluppo del porto il traffico marittimo è stato implementato anche a livello internazionale. Adesso è necessario investire sulle infrastrutture, potenziando le reti viarie e ferroviarie, così da permettere un più rapido spostamento delle merci e dei container. In questo modo incentiveremo l’occupazione intorno al porto”.

A proposito, gli ultimi dati parlano di livelli di disoccupazione allarmanti.

“Il 48,5% dei giovani civitavecchiesi tra i 19 e i 30 anni non ha un’occupazione stabile. La mia priorità sarà creare un volano di sviluppo, attraverso il potenziamento dell’attività portuale, sia sul piano commerciale che turistico. Inoltre il mare di Civitavecchia è uno dei più pescosi. Attraverso incentivi economici e fiscali, destinati a chi vuole fare impresa, si può abbassare il tasso di disoccupazione”.

Il porto di Civitavecchia dunque può essere ancora fonte di crescita?

“Essendo il primo porto crocieristico d’Europa per numero di passeggeri è da sempre motore dello sviluppo economico e turistico di Civitavecchia, ma non più sufficiente a garantire un miglioramento occupazionale della città. È in atto un dialogo con l’Unione Europea per riconoscere lo status di porto “corre”, che gli permetterebbe di avere maggiori finanziamenti. Quello su cui è ancora importante investire è il traffico dei container che nei prossimi anni avrà un incremento pari al 243%. Per questo bisogna consentire al porto di svilupparsi nel traffico containerizzato per avere più competitività rispetto ai rivali nel Mediterraneo e nel Nord-Europa”.

L’immigrazione è uno degli argomenti più gettonati, cosa si pone di fare per il territorio?

“L’immigrazione genera una profonda richiesta di sicurezza nei cittadini. Negli ultimi 6 mesi il livello di insicurezza ha raggiunto gli indici più elevati degli ultimi 10 anni, sfiorando il 50%. Negli ultimi anni, l’Italia è stato oggetto di un’immigrazione senza regole e credo si debba riconoscere la necessità di una compattezza nella strategia europea, per accordi bilaterali con i Paesi di transito e provenienza, accompagnata da investimenti per aiutare queste persone a rimanere nel loto territorio. Una sorta di Piano Marshall, come più volte ribadito dal presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani”.

Articolo uscito su “Il Tempo” – Cri.Ga.